Capitolo XXIV-3

1424 Parole

Più tardi. Com'è strano, tutto questo! Stavo contemplando il sonno sereno di Mina, ed ero giunto a sentirmi quasi felice come pure pensavo di non poter più essere. A mano a mano che la sera avanzava, e la terra si riempiva di ombre mentre il sole calava, il silenzio nella stanza è parso farsi sempre più intenso. D'un tratto, Mina ha riaperto gli occhi e, teneramente guardandomi, mi ha detto: “Jonathan, desidero che tu mi faccia una promessa e mi dia la tua parola d'onore di mantenerla. Una promessa che farai a me, ma in realtà a Dio, e alla quale non devi venir meno anche se dovessi gettarmi in ginocchio ai tuoi piedi e implorarti, piangendo a calde lacrime, di non mantenerla. Su, devi giurarmelo subito.” “Ma Mina” ho replicato “non posso farti seduta stante una promessa del genere. Non

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