“Non volete venire accanto di fuoco?” perché volevo provare se poteva. Si è alzata obbediente, ma fatto un passo si ferma, e sta come impietrita. “Perché non venire avanti?” chiedo. Lei ha scosso suo capo e, tornata al suo posto, si è qui seduta. Poi, guardandomi con grandi occhi, come uno sveglio di sonno, dice semplice: “Non posso!” e poi silenzio. Io mi rallegro perché sapevo che quello che lei non poteva, nessuno di coloro che noi temevamo neanche poteva. Per quanto può essere pericolo per suo corpo, sua anima era però salva! D'un tratto i cavalli prendono a nitrire, a impennarsi finché non vado da loro a metterli tranquilli. Quando sentono mie mani su di essi, hanno nitrito basso come in gioia, e leccano mie mani e per un po' erano tranquilli. Molte volte attraverso la notte io sono

