«Ciao.» Infilo uno spolverino sulla giacca giusto perché è notte. La cravatta… oh, al diavolo! Solito quadro a Via Angelo Emo: due volanti con il lampeggiante acceso, tre agenti accanto, Cipriani che parla con il giudice Formica che stavolta pare tenersi in piedi. Forse la scena non sarà tanto cruenta come l’altra volta? Condomini in tenuta casalinga che discettano. Il dottor Paselli parcheggia accanto a me. «Buonasera, capo. Venga…» si fa incontro Cipriani. «Salve, Cipriani… Non vuol finire ’sta giornata!... Buonasera, dottor Formica.» «’sera» risponde freddino. «Ha già veduto il cadavere, dottore? Vuole venire con me?» faccio l’infame. «Vada… vada avanti, poi la raggiungo» s’impappina. Punto sul vivo. Bisogna pure capirlo, in fondo. L’altra mattina sarà stato il caffellatte, ma st

