“Fa’ una breve corsa per me, vuoi? Si tratta di arrivare qui vicino; ma devi far presto. Io attenderò te, per cominciare.” Scendendo la scala, gli disse di che si trattava. Il volto di Sani si era illuminato. “Tu sai, allora?” “Ma no, mio caro! Io non so nulla di concreto... E quel che so è cosí arbitrario che, se non corrisponde a verità, è proprio questa la volta in cui mi gioco il posto!” 11.De Vincenzi trovò Cristiana e le due donne sedute nel salone. Prospero O’Lary passeggiava dinanzi a esse. L’ometto era piú del solito acceso in volto e il cranio gli brillava. Tutta la sua vernice traslucida da soprammobile di lusso se ne era andata ed egli adesso, nonostante l’impeccabile redingote e gli occhiali che continuavano a scivolargli dal naso, appariva stranamente diverso da quel che

