Seconda giornata: venerdì 1.Quel principio di giornata marzolina fu piovoso, ventoso e per alcune strade della periferia dove la polvere si era fatta fango, anche lutulento. De Vincenzi alle sette si trasse dal suo letto, nell’appartamento che aveva a subaffitto in via Massena, al Sempione, perfettamente riposato, se pure non di spirito sereno. Rincasato alla mezzanotte, i delitti della Casa di Mode O’Brian gli ossessionavano il cervello; ma egli, obbligatosi a scacciarne il ricordo, si era immerso nella lettura di un volume di Anatole France – adorava quei libri che già allora gli altri avevano dimenticati – e ben presto si era addormentato. Destatosi, subito i due cadaveri gli riapparvero e, assieme a quel macabro ricordo, la vista del cielo plumbeo, della pioggia sottile che si gettava

