VI.Verso la metà di marzo, poco dopo la visita di Padre Hector, il tempo divenne, per così dire, malato. L’aria si fece improvvisamente calda e primaverile, e per tre giorni la pioggia cadde incessante. La neve alta la beveva come una spugna secca, ma non si scioglieva affatto. Non lasciava intravvedere nessun lembo di terreno, neppure sui fianchi delle colline. Ma la neve si faceva scura: tutto diventava grigio, come vetro leggermente affumicato. Il ghiaccio del fiume s’era spezzato davanti a Québec, e l’acqua verde oliva trascinava lentamente verso il nord isole grigie di ghiaccio e di neve. Le immense foreste di pini, al di là del fiume ed all’ovest fino all’orizzonte, non erano più color del bronzo, ma nere. Gli unici colori del mondo erano il nero e il bianco e il grigio, variazioni s

