Capitolo XXII - Venerdì 20 giugno, dalle 14,30 Forse al Bar del Porto aveva esagerato con gli stuzzichini e lì il caffè lo facevano troppo lungo per essere digestivo. Aveva guidato lentamente con tutti i finestrini aperti: si sentiva un po’ appesantito. Stava ripassando parola per parola le dichiarazioni di Mastretta, ma una parte sempre più grande della sua mente si lasciava conquistare da quell’ora quieta e sonnolenta che al Sud cattura tutti, anche il mare, che si assopisce in un movimento languido, inconcludente. È quell’ora che, quando c’è calma di vento, si fa fatica a sentire anche la risacca. Sulla strada non c’era nessuno e lui poteva lasciare andare la macchina di servizio e guidarla con un dito, col braccio appoggiato al finestrino aperto, come quando era ragazzo. Quella co

