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Ecco, il pericolo dell'infanzia, non era una farfalla che invitava alla disobbedienza, era un cucciolo di lupo nero come la notte che entrava nel tempio e trascorreva la mattinata a giocare con loro come se fosse un cucciolo innocuo e non il bambino di un bestia; prima suonò per il tempio, poi per il giardino sotto la collina; no, non bastava che l'animale giocasse lì. Fu uno dei venti che fece uscire una delle frecce dai giardini e il lupo corse a prenderla e invece di correre indietro con loro volse gli occhi ai bambini che lo chiamavano per tornare e corse fuori dai giardini alle pianure di Delfi, dopo aver alzato le orecchie come se un fischio lo stesse chiamando, continuavano a chiamarlo e che, sommato con l'adrenalina di sapere che non avrebbero dovuto andarsene ma volevano farlo, s

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