- Devi fare qualcosa mamma! - Si è liberata non appena l'ha vista.
Urania si voltò e con la sua solita faccia seria, quasi seccata, la zittì.
- Madre- rilasciò più sottomessa - Apollo mi ha proibito di assistere al baccanale.
- Stai bene, sei ancora troppo giovane per quelle... cose.
- Ma io...
- Nastia, hai di meglio da fare che partecipare a quelle feste piene di lussuria e dissolutezza.
- Ma mamma... non è giusto, mi dicevano che quando ero più grande, ora sono più grande e...
- Apollo è il nostro capo, se decide che non andrai, non lo farai.
Nastia diede un calcio a terra con il piede e uscì di lì. Ha lanciato un grido di rabbia quando era nella sua stanza.
- Puoi fermare il tuo scandalo? - Daria si liberò dopo di lei, aveva appena fatto un bagno e profumava di rose, i suoi capelli erano di un rosso scuro e la sua fronte, di nuovo, era accigliata.
Nastia la guardò infastidita.
- Assisterai al baccanale, eh? - Disse dopo un po' osservando come era sistemata meticolosamente.
- Sì- si lasciò andare Daria mettendosi l'inchiostro sulle labbra.
La musa dai capelli rossi la guardò e dopo aver esitato un po' le chiese:
- Credi... che un uomo preferirebbe uno dei suoi ex amanti a me? Essere onesti.
Nastia inarcò un sopracciglio.
- No... non lo so. dipende da... uomo...
Sbuffava e un riflesso di tristezza passava nei suoi occhi.
- E dipende dal suo ex amante... Non dovrebbe nemmeno andarci. E se... e se...?
- Se quello?
- Sì... scegli qualcun altro?
- E se lui sceglie te? - chiese Nastia, ricordando quante volte aveva fatto la stessa domanda.
Daría la guardò e dopo un po' annuì.
- Sì, ne varrà la pena solo per il... forse. Nastia sorrise tristemente.
- Beh, è ora. Andiamo. - Liberata Daria, alzandosi.
- Oh, non ci vado.
- Che cosa? Ma se sei già pronto.
- Apollo me l'ha proibito.
Daria sorrise.
- Apollo dice molte cose. Andare.
- No, non posso disobbedire ad Apollo. - esclamò Nastia quasi inorridita.
- Qual è la regola che infrangi?
- Nessuno.
- Poi?
- No... non lo so, disse Apollo...
- Apollo, Apollo, Apollo. Lui è il capo, non il nostro proprietario. Andare.
- Ma...
Nastia ci ha pensato, oggi sarebbe una donna, solo una donna, non una musa, non una musa di Apollo. Solo una donna.
XXX
- Questo è strano, io... non avevo mai disobbedito a un ordine di Apollo. - disse Nastia con un misto di paura ed eccitazione.
Daría la guardò con un sorriso.
- Penso che tu non sia così rigido come pensavo, sembri così rigido con quel raccolto e la tua obbedienza. Una vera musa, a tutti gli effetti.
- È per questo che non ti piaccio?
- Immagino- emise un sospiro Daria.
Stavano camminando tra gli alberi dietro il palazzo di Dioniso.
- Forse è che... non voglio diventare uno di voi, non del tutto. Sono... sono un Fae.
- Sì, ma anche tu sei uno di noi, smettila di fingere di no. Sei una musa. darei sotto lo sguardo.
- Anche se sei anche una fata... Indomita e... luminosa. Una musa/fata. Non è così male.
- Supponiamo. Credi che... un uomo... un dio sceglierebbe... questo?
Nastia sollevò il sopracciglio per la millesima volta quella notte.
- Se ci penso.
Daria si fermò davanti alle porte del tempio... prese un respiro profondo e fece un passo avanti.
- Beh... diamo un'occhiata.
Entrarono nel baccanale. Apollo e le altre muse erano già arrivate, sebbene vedessero solo le altre muse, il sole non era vicino. Gli dei li guardavano dalla testa ai piedi con approvazione.
Le dee finsero di non avere importanza e le altre muse sorrisero.
Daría finse di non vedere suo padre su quel divano circondato da ninfe. Disgustoso. Nemmeno Dionisio la vedeva, anzi, non si aspettava che Daria si facesse vedere, lei non l'aveva mai vista.
Cerco il dio della guerra ma non riesco a trovarlo. Un po' delusa e un po' preoccupata, si avvicinò alle altre muse con Nastia.
- Nastia. Apollo ha detto che non saresti venuto. - Disse sorridendo la musa della commedia, ti ha fatto ridere tutto? - Daria, sei bellissima.
Daria la guardò sospettosa. Non ricordava la lancia che le aveva scagliato contro per aver riso dei suoi antenati Fae? Ora faceva finta che non fosse successo.
Nastia si avvicinò e gli sussurrò all'orecchio.
- Nessun fastidio dura a lungo nel cuore di Talia, domani ci scherzerà sicuramente, abbi pazienza, è così. Non puoi fare a meno di trovare gioia in tutte le cose.
Daría annuì, non potevano fare a meno di essere quello che erano, come non poteva fare a meno di essere metà Fae, metà dell'Olimpo.
Sospirò e andò a prendere del vino.
Nastia guardò in tutte le direzioni. Apollo non c'era, era uscito con una donna? Così presto?
Si è morso il labbro inferiore e mi dispiace di aver abbassato il frustino. Daría aveva detto che il frustino avrebbe sicuramente attirato l'attenzione di alcuni dei dai gusti un po' strani e che si sarebbero gettati su di esso come insetti alla luce così decise di lasciarlo.
Sospiro pensando che forse stasera non sarei altro che una ragazza spaventata.
XXX
Daría prese un paio di bicchieri dal vassoio della ninfa e ne bevve uno d'un sorso, quando stava per fare lo stesso con l'altro, una mano enorme glielo strappò di mano.
- Non bere così tanto, musa. Non sarebbe divertente se finissi svenuto anche prima di mezzanotte. - Sento la voce spessa di Ares nel suo orecchio.
Il cuore di Daria cominciò a sussultare al tocco delle sue mani.
- Ares... pensavo... che...
- Non verrebbe? Hai promesso di venire, quindi... eccomi qui.
- Io... è solo che... ci sono... troppe persone qui... troppe dee e...
- Lo so, neanche a me piace essere guardato. Non preoccuparti, andremo in un posto più privato.
Dopo aver bevuto il bicchiere che aveva appena preso dalle sue mani, la guardò intensamente.
- Cominciavo a temere che non saresti venuto quando è arrivato Apollo con le sue muse e tu non c'eri... stavo per partire.
- Andare?
- Stavo pensando di andare a trovarti. - Rilasciato Ares con un sorriso malizioso.
- Ma... ci sono molte donne qui.
- Guarda ognuno di loro, non eri tu.
Daría sorrise, intendeva dire che il dio poteva scegliere qualsiasi dea volesse, qualsiasi ninfa, o arpia, qualsiasi donna al mondo. E lui... non ci aveva nemmeno pensato.
Aveva pensato solo a lei.
XXX
Nastia guardò Daria chiacchierare con il dio della guerra, era strano che Dio fosse un tiranno, tutti sull'Olimpo lo temevano, ed eccolo lì, sorridente. Le persone si prendono un giorno libero, pensò, dall'essere quello che sono, per partecipare ai baccanali.
Guardò la sua nuova coinquilina salire le scale del tempio, il dio la fissò per qualche secondo prima di seguirla come un enorme guardiano.
Scomparvero entrambi al secondo piano e Nastia non voleva continuare a pensare a loro oa cosa avrebbero fatto una volta rimasti soli. Sebbene mi renda conto che non ero l'unico a guardarli, Afrodite li guardava con odio tangibile.
Era così assorta nei suoi pensieri che non sentiva la presenza del dio dietro di lei.
- Penso... che non stai seguendo i miei ordini dovrebbe convincermi che Daria non è il miglior partner per te.
Nastia si voltò. Ero così nervosa che tremava.
Una donna, solo una donna. Un solo uomo.
- Un... Apollo.
Il dio sospirò profondamente.
- Suppongo che questo dimostri che sei già una donna.
- Io...
- Puoi restare allora.
Il dio si voltò e si diresse fuori dal tempio di Dioniso. Nastia lo seguì su per le scale del tempio.
- Aspetta... non sapevo che ti avrebbe infastidito così tanto, volevo solo... volevo solo...
- So cosa volevi - Nastia non riusciva a respirare, si fece prendere dal panico - mostra che non sei più una ragazza. Buono. Lo accetto. Non sei una ragazza, e l'ho capito molto tempo fa Nastia. Ma ti chiedo di non costringermi ad entrare lì se hai intenzione di dare le tue carezze a un altro uomo perché non potrei sopportarlo.
Nastia sentiva le guance bruciare. No. Non voleva nessun altro uomo, le sue carezze sarebbero state di Apollo, solo di Apollo.
- Apollo... no... non voglio esserci se tu non ci sarai.
Gli occhi del dio, azzurri come uno zaffiro, brillarono di uno splendore che la musa non aveva mai visto.
- Allora vieni a casa con me. Tu non appartieni a questo posto, e nemmeno io. Non vuoi stare con nessun altro... né fingo di stare con nessuno di loro.
Apollo offrì il braccio alla musa e lei si aggrappò a lui sentendosi solo una donna. E per quella notte, quello era. Solo un uomo e una donna che passano il tempo insieme.