Capitolo XX Il vaso giapponese Sulle prime il suo cuore non capisce tutta la portata della sua infelicità: egli è più turbato che commosso. Ma via via che la ragione ritorna, sente quanto sia profonda la sua sventura. Per lui tutti i piaceri della vita sono annientati, non sente più che le acute trafitture della disperazione che lo strazia. Ma a che serve parlare del dolore fisico? Quale dolore, sentito solo dal corpo, è paragonabile a questo? Jean Paul Sonava la campana del pranzo: Julien ebbe appena il tempo di vestirsi; in salotto trovò Mathilde che insisteva con suo fratello e con Croisenois perché non andassero a trascorrere la serata a Suresnes, dalla marescialla de Fervaques. Ella non avrebbe potuto essere più seducente e più gentile con loro. Dopo pranzo arrivarono L

