CAPITOLO XXVII Ad un certo momento del pomeriggio sollevai la testa e, guardandomi intorno, vidi che il sole pomeridiano proiettava sul muro il riflesso dorato del suo tramonto, allora mi domandai: «Che cosa devo fare?». E la risposta che mi diedi: «Lasciare subito Thornfield», fu così pronta, così terribile, che mi chiusi le orecchie. Mi dissi che, in quel momento, non potevo sopportare tali parole, e cercai pretesti. «Che io non sia la moglie di Edward Rochester», pensai, «è il minore dei mali; l'essermi risvegliata dal sogno più caro e l'averlo trovato vuoto e sterile, è un orrore che posso tollerare e dominare; ma il dover lasciare Thornfield, subito e per sempre è più forte di me. Non posso farlo». Allora, tuttavia, una voce interiore affermò che potevo farlo e mi predisse che lo a

