CAPITOLO XVI Desideravo e temevo a un tempo di vedere il signor Rochester il giorno che seguì a quella notte insonne: sentivo il bisogno di ascoltare ancora la sua voce e avevo tuttavia paura di incontrare il suo sguardo. Durante la prima parte del mattino aspettai di momento in momento la sua venuta; non aveva l'abitudine di entrare nella stanza di studio, ma vi compariva a volte per pochi minuti, e avevo l'impressione che quel giorno avrei sicuramente ricevuto una sua visita. Ma il mattino passò come al solito: nulla venne a interrompere i tranquilli studi di Adèle; solo dopo colazione sentii un certo trambusto nei pressi della stanza del signor Rochester: le voci della signora Fairfax, di Leah, della cuoca, ossia la moglie di John, e quella roca di John stesso. Vi erano commenti come:

