Oh! Non potevo dimenticare il suo sguardo e il suo pallore quando aveva mormorato: «Jane, ho avuto un colpo... ho avuto un colpo, Jane!». Non potevo dimenticare come tremava il braccio con cui si appoggiava alla mia spalla: e non era certo cosa da poco quella che aveva potuto piegare così lo spirito risoluto e scuotere la solida struttura di Fairfax Rochester. «Quando tornerà? Quando tornerà?», gridavo dentro di me mentre la notte si prolungava senza fine, e il mio ferito sanguinante diventava sempre più debole, si lamentava e si faceva sempre più bianco: e non arrivavano né le luci del giorno né aiuti. Avevo continuamente bagnato le labbra pallide di Mason; gli avevo fatto annusare i sali stimolanti, ma i miei sforzi sembravano inutili: la sofferenza fisica, o spirituale, o la perdita di

