CAPITOLO XXXI

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CAPITOLO XXXI La mia abitazione - perché finalmente ho trovato un'abitazione - è una casetta; una piccola stanza con le pareti imbiancate e il pavimento levigato con quattro sedie dipinte, un tavolo, una pendola, una credenza con alcuni piatti e scodelle e un servizio da tè di maiolica. Al piano superiore una stanza da letto delle stesse dimensioni della cucina, con un letto di abete e un cassettone: piccolo, ma fin troppo grande per il mio modesto guardaroba: sebbene la bontà delle mie gentili e generose amiche lo abbia rifornito del minimo necessario. È sera. Ho congedato col compenso di un'arancia l'orfanella che mi fa da domestica. Me ne sto seduta da sola presso il focolare. Stamane è stata aperta la scuola del villaggio. Ho venti scolare. Solo tre di loro sanno leggere: nessuna sa

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