“No; sono Italiano, e mi chiamo Silvio Pellico.” “L'autore della Francesca da Rimini?” “Appunto.” E qui un gentile complimento, e le naturali condoglianze sentendo ch'io fossi in carcere. Mi dimandò di qual parte d'Italia fossi nativo. “Di Piemonte,” dissi “sono Saluzzese.” E qui nuovo gentile complimento sul carattere e sull'ingegno de' Piemontesi, e particolare menzione de' valentuomini Saluzzesi, e in ispecie di Bodoni. Quelle poche lodi erano fine, come si fanno da persona di buona educazione. “Or mi sia lecito” gli dissi “di chiedere a voi, signore, chi siete.” “Avete cantata una mia canzoncina.” “Quelle due belle strofette che stanno sul muro, sono vostre?” “Sì, signore.” “Voi siete dunque...” “L'infelice duca di Normandia.” CAPO XIX Il custode passava sotto le nostre

