Mi dispiacque molto non poter festeggiare il compleanno di Cristal tutti insieme. Ne avevamo festeggiato solo uno ed era stato in occasione del suo primo anniversario. Eravamo tutti noi, il padre e il nonno di Vanessa, Rafael e Isaak, i genitori di lui e lo zio Drake, Ebony e le loro figlie e mia carissime amiche Raven Charlotte e Dove Sheryl. Era stata una festa favolosa, tra alti e bassi la bambina aveva compiuto il suo primo anno di vita. Poi tutto era cambiato.
La famiglia di Vanessa si era trasferita a Oslo, Thomas l'estate aveva iniziato a viaggiare per aprire le sedi della BK- consulting e così facendo i compleanni di Cristal erano stati festeggiati in modo privato con Gabriel, sua moglie e loro figlio Adam di un mese più grande di Cristal.
Non conoscevo Gabriel, ma un po' sentivo di odiarlo. Solo perché mi portava via Tom, Eleonora e Cristal. Da quando avevano creato quella loro società e da quando Tom era andato a vivere a Chelsea con la sua famiglia, il tempo per noi era diventato pochissimo.
Forse avrei dovuto propormi anche io di andare a vivere con loro, quando era partita la ristrutturazione di casa dei nonni.
Negli ultimi mesi avevo avuto più contatti con Eleonora che con Tom, perbacco! Non che non mi piacesse lei, la adoravo e forse aspettava anche un bambino.
La cosa mi rendeva felice! Ma erano partiti. Con Gabriel e Adelaide Keller e io non sapevo nulla di dove fossero e di cosa stessero facendo. Cosa più importante, non sapevo se sarei diventata di nuovo zia e questa cosa mi tormentava. Finalmente a metà agosto ci raggiunse Joel, ero sicura che anche Tom sarebbe stato con lui e invece no. Però ci sorprese.
Fissò la mamma e come nulla fosse le disse.
"Tom ed Eleonora sono andati nel Kleinstein per un viaggio di nozze."
Mamma lo fissò sbalordita. "Lei voleva rivedere la sua famiglia, per dare l'annuncio." Continuò Joel.
Io sentendo: viaggio di nozze rimasi ammutolita.
Joel ci guardò tutti, era divertito infatti scoppiò a ridere. "Ebbene si! Si sono sposati e aspettano un bambino." Annunciò felice. "E io sarò il padrino del figlio di Tom."
Esplodemmo in un urlo di gioia. Via ogni cerimoniale, eravamo contente. L'unico problema era che ci avevano escluso dal giorno più bello della loro vita ed era triste.
"Avrebbero potuto aspettare, oppure invitarci a raggiungervi. Così saremo stati insieme al matrimonio."
Joel ci fissò tutti. "In realtà..." disse. "Si sono sposati anni fa nel Kleinsten." Spiegò."Eleonora non ha voluto farlo sapere perché pensava fossero motivazioni sbagliate per la loro unione."
Ok questa era difficile da digerire. Anni prima? Nel Kleinsten! Poi collegai quel periodo della nostra vita ad Eleonora e ai suoi problemi che erano terminati con il ritorno a casa. Alle domande di Tom che mi chiedeva cosa richiedeva cambiare nome. Ma certo.
"A Eleonora serviva cambiare cognome senza dover andare in Austria." Affermai.
"Giusto. Temeva di deludere la mamma, se si fosse scoperta la verità." Rispose Joel.
"Tu lo sapevi però." Disse Samuel fissando nostro fratello.
"Eh... ero il testimone." Balbettò.
"Strano, avrei detto che poteva esserlo Gabriel." Dissi cinica.
"Si anche, sai essere una principessa implica avere un matrimonio molto sfarzoso. Tom ha dovuto scegliere anche un terzo testimone."
Mi tirai su. "Liam rimane qui nei viaggi della BK consulting, e dopo Gabe il primo amico di Tom è stato Heinrich Keller Shuber. Lui è stato il terzo." Affermai.
"Sei un genio sorellina." Disse Joel sulle sue. Aveva paura e aveva ragione di esserlo. Ci avevano tenuto all'oscuro di una situazione importante.
"Sto per laurearmi in legge. Dovevo essere sveglia." Conclusi.
Tom ed Eleonora ritornarono una settimana dopo Joel, erano talmente raggianti che non ebbi la forza di litigare con loro per averci tenuto all'oscuro del matrimonio. Addirittura Eleonora fu molto aperta nel parlare della sua famiglia.
"Lo zio non vede l'ombra di conoscervi! La prossima volta organizziamo un viaggio tutti insieme. Il Natale nel Kleinsten è superbo, da secoli si organizza una gran festa a palazzo. Vorrei vedeste quanto è bello il mio paese..." era entusiasta.
La sua insistenza nel nominare il suo paese mi fece supporre che avrebbe partorito lì. Quindi si sarebbe portata via Thomas. Credevo se lo sarebbero portati via papà e Gabriel, non Eleonora.
"Non vedi l'ora." Le dissi fiacca. "Quando nascerà il bambino?" Le chiesi poi.
"A marzo. Quindi c'è la facciamo benissimo a passare il Natale nel Kleinsten e rientrare a Londra. Il dottore anche, nel Kleinsten, ha affermato che fino al settimo mese posso viaggiare tranquillamente in aereo e in giro per il mondo." Ci disse serena. "Però dal settimo mese in poi basta, riposo." Disse sospirando.
Alla sua affermazione mi risollevai. Avrebbe partorito a Londra, con noi.
Così mi rilassai. Le giornate ripresero a trascorrere e a settembre mi misi di buona lena a studiare per la tesi. Poi avrei raggiunto Micaela in Puglia dove avrebbe avuto inizio il suo viaggio sabbatico con le sue amiche del college, Alaska Thompson e Mary Powel.
Non vedevo l'ora di raggiungerla così avrei passato un po' di tempo con lei conoscendola meglio, inoltre mi sarei riposata da quegli anni universitari. Era la prima volta che andavo in Italia, anche se al collegio svizzero dove avevo studiato avevo imparato la lingua.
Il diciotto settembre, dopo essermi laureata salutai, mamma e i miei fratelli e feci il mio primo viaggio all'estero. Per la prima volta viaggiai senza Raven, la mia migliore amica e modella. Non era più solo un volo diretto Londra-Berna, era partire dall' Inghilterra e conoscere altri posti e culture. Sarei andata in Italia.