- Quanto è strana, questa vostra sorella... - diceva talora ad Anna, quando si trovavano soli. - È buona però - osservava ella, pensosamente. - Vi pare buona? - Sì. - Voi non sapete niente, voi siete una ingenuona. Essa è, probabilmente, un mostro di perfidia - diceva lui con dolcezza. - Perché mi dite questo, Caracciolo? Non sapete che anche lo scherzo mi dispiace? - Se vi dispiace, non parlo più. Ma conservo la mia opinione: un giorno, mi direte che ho ragione. - Zitto, Caracciolo, voi mi rattristate. - Quanto è meglio non farsi delle illusioni, per non perderle, signora! - Quanto è meglio perdere delle illusioni, anziché non averle avute mai! - Che cuore profondo, avete! Come mi ci annegherei volentieri! Lasciatemi naufragare nel vostro cuore, Anna...! - Non mi chiamate così,

