Capitolo XIII I canali che avevo costruito mi sembravano grandi imprese e la mia fantasia mi spinse a progettare la creazione di una nuova via fra il Mediterraneo e il Mar Rosso. Partii così per Pietroburgo per parlarne con l’imperatrice, la quale, inizialmente, considerò assurda la mia proposta, date le discordie esistenti fra i due paesi. Bevendo il caffè in sua compagnia, però, mi ricordai dell’ammirazione che ella provava per me, e toccai così il suo punto debole: promisi di diventare suo sposo, se avesse accettato le mie richieste, ribadendole, poi, il fatto che io agivo per il bene di tutti. La convinsi ma, da buon’imperatrice, per dimostrarmi il suo potere, dichiarò: «Accetto di firmare la pace con la Sublime Porta, purché sia noto a tutti che ciò è così solo perché noi lo voglia

