CAPITOLO III-5

2159 Parole

«Perciò alla fine mi rimasero un pacchettino di lettere e il ritratto della ragazza. Mi aveva colpito la sua bellezza, voglio dire la bellezza della sua espressione. So che anche la luce del sole può essere resa ingannevole, però si aveva l’impressione che nessun artificio nella posa o nell’illuminazione avesse potuto prestare ai suoi lineamenti una sfumatura così delicata di genuinità. Sembrava pronta ad ascoltare senza riserve mentali, senza sospetti, senza pensare a se stessa. Decisi che sarei andato a trovarla e che le avrei restituito di persona il ritratto e quelle lettere. Curiosità? Sì, e forse qualche altro sentimento. Tutto quello che era stato di Kurtz mi era scivolato fra le mani: la sua anima, il suo corpo, la sua stazione, i suoi progetti, il suo avorio, la sua carriera. Rima

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