Capitolo 8

1455 Parole

CAPITOLO 8 Il giorno dopo, Calo era fuori dalle porte dell’officina, con le mani protese come se stesse stringendo qualcosa. E avrebbe voluto farlo; per la precisione, avrebbe voluto stringere fra le mani il collo del ragazzo umano dall’altra parte di quella porta. Se il ragazzino gli fosse saltato addosso un’altra volta con una vanga in mano, lui lo avrebbe strozzato. “Che succede?” chiese Ha’ven, inarcando un sopracciglio. “Sembri pronto a uccidere qualcuno.” “Infatti,” ringhiò Calo. “Fammi indovinare: il piccolo?” disse Ha’ven, incrociando le braccia. “Se serve a qualcosa, non credo che tu corra grandi rischi da parte sua.” Calo lanciò ad Ha’ven un’occhiata rovente. “Lo so,” sbottò prima di esalare un sospiro profondo. Ha’ven fece un passo indietro mentre il simbionte di Calo lo o

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