14 Rezzer In un batter d’occhio, non ero più nella caverna assieme a Kiel e agli altri. Ero inginocchiato su un pavimento duro, e Caroline era in ginocchio davanti a me. “Rezzer, oh mio Dio!” gridò gettandomi le braccia al collo e facendomi cadere di culo sul pavimento. Ero stupefatto. Nessuno riusciva mai a prendermi di sorpresa. Ma il mio corpo non oppose resistenza, la riconobbe ancor prima della mia mente. Accorgendomi che non avevo armi in mano – era chiaro che non fossero permesse durante il trasporto – la strinsi a me con forza. Nient’altro aveva importanza. Solo Caroline. Dio, era una meraviglia. Soffice e calda, il suo profumo eccitava e confortava la mia bestia in egual misura. La strinsi a me e mi distesi sul pavimento duro. La sua bocca era sulla mia, mi baciava ardentemen

