Giovedì, 22 maggio John si alzò con la sensazione che almeno per quel giorno non ci sarebbero state sorprese. La sera prima non aveva trovato tracce dell’intruso e gli era piaciuto carezzare l’idea che da quel momento non avrebbe mai più avuto a che fare con lui. Quanto ad Anna, lo irritava, sì, la piega che aveva preso il loro rapporto, ma per il momento voleva stare alla larga da complicazioni evitabili e concentrarsi solo su ciò che doveva fare. A sistemare le cose tra loro avrebbe pensato più avanti. Alle sette e dieci telefonò alla madre, poi s’impose di riprendere le abitudini che suo malgrado aveva dovuto interrompere. Quella ritrovata quotidianità lo rassicurò, infondendogli fiducia in se stesso e facendolo sentire nuovamente un uomo felice. E se non proprio felice, almeno più

