40Iano si recò in mattinata al casale, non incrociò Giorgio e Suzana di sicuro a quell’ora nei campi, fece una rapida doccia e si distese sul letto. Finalmente un giorno di tregua dopo la settimana trascorsa con Irina. Era sua intenzione diluire fatica ed emozioni nel tragitto di un sonno ristoratore e solo nel suo letto potevano accadere queste cose. Ma non successe nulla. Il suo cervello, reattivo come quello di una tartaruga, si mantenne congestionato e pigiato come i passeggeri di un bus metropolitano con le porte bloccate all’ora di punta. Nel dormiveglia scorreva la pellicola di un film, la protagonista sempre la stessa. I primi piani contenevano occhi gialli aggrottati, parti rilucenti del corpo che aveva accarezzato, percorsi esagitati tra un fiume di persone, il suono aspro di

