16La mattina dopo giunse al lavoro puntualmente alle otto, come sempre, senza anticipare proprio niente. La piscina era deserta, si rinfrancò. Poco dopo giunse anche il custode che lo salutò sbirciandolo di sottecchi; si tenne alla larga e iniziò la pulizia della piscina con la lunga pertica aspirante. Iano ispezionò i servizi. Una gomma giaceva abbandonata sul prato come una lunga biscia inanimata. Afferrò un capo e cominciò ad avvolgerla. Dall’ingresso interno dell’hotel sbucò Dorota avvolta nell’accappatoio celeste, l’espressione stralunata di chi si fosse appena sottratta a un’aggressione. Gli uomini la salutarono, lei rispose con un cenno della testa e si sistemò presso un tavolo a bordo vasca. Aprì l’accappatoio e sedette su una sedia di fronte al sole allungando il corpo in of

