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845 Parole

18Dorota riprese più tardi il discorso. Dopo il pranzo chiese a Iano di seguirla e si diresse all’accettazione. Si fece consegnare una chiave appesa nel quadro con le altre, ma priva di quel ciondolo così greve da bucare la tasca. Salirono al quarto piano, imboccarono il lungo corridoio, anche questo ricoperto da una densa moquette. Un ampio finestrone sul fondo riempiva di luce l’ambiente e scopriva il paesaggio piatto della città a volo d’uccello. Dorota sostò davanti a due porte non numerate e l’uomo ne notò la particolarità: oltre al numero mancante, erano di dimensioni più piccole delle altre, senza fregi, anonime. – L’altra porta è della mia camera, che uso quando passo la notte in hotel. L’informazione risuonò impersonale, senza ulteriori precisazioni. Scattò la serratura. – V

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