23Malgrado la pioggia che spazzava il territorio senza un attimo di tregua, spalleggiata da un vento freddo proveniente dai Balcani, Iano attendeva nella notte il bus di linea per rientrare al casale, appena protetto da una pensilina troppo corta. Aveva pranzato con Dorota, ospite del suo tavolo, aveva ascoltato le inquietudini della donna per l’arrivo a gennaio dei clienti provenienti dal nord Europa, secondo il progetto a lungo preparato con l’associazione albergatori. – È un tentativo pazzo e chissà quanto ci costerà! – È un investimento per il futuro– aveva detto Iano versandole un altro dito di rosso. – Comunque l’agenzia di Riga si sta dando da fare– aveva soggiunto la donna – speriamo di riempire un charter. Quel lunedì di fine novembre l’hotel era quasi vuoto. Iano aveva tras

