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471 Parole
5 “Posso pagare con il bancomat?”, chiese la donna. “Certamente”, le rispose l'impiegata della palestra. “Perfetto. Che modulo devo compilare per iscrivermi?” “Eccolo qui. Lo compili in ogni sua parte e, se ha dubbi, chieda pure.”, si raccomandò la bionda da dietro il bancone. “Scriva in stampatello.” L'altra donna annuì e prese la penna che trovò legata a una cordicina. “Mariolina Spaggesi? Leggo bene?”, chiese l'impiegata. “Sì.” “E abita in via San Vitale al numero 12, giusto?” “Esatto.” “Bene. Direi che sia tutto perfettamente leggibile.” Poi le diede un foglio in cui era specificato il regolamento della palestra. Mariolina Spaggesi lo piegò, lo mise nella borsa e, uscendo, salutò l'altra donna, per poi riprendere la via di casa. Non vedeva l'ora di cominciare: da tanto tempo si era ripromessa di frequentare una palestra, in modalità libera, senza avere obbligo di orari e finalmente quel giorno aveva preso la decisione di fermarsi. Ci passava davanti quasi tutti i giorni perché era nel tragitto che collegava casa sua con il suo posto di lavoro e spesso preferiva fare una passeggiata piuttosto che usare i mezzi pubblici. Li riteneva forieri di sindromi influenzali e, in fondo, camminare, come le avevano sempre detto, fa bene alla salute. Quella sera arrivò a casa e, dopo avere ritirato la posta e avere consumato una cena veloce con una pizza consegnata a domicilio, andò a dormire alle 21: stanchissima per la pesante giornata lavorativa, si addormentò in un attimo. Quando si svegliò la mattina successiva, durante la colazione, controllò la posta che la sera prima aveva solamente appoggiato sul tavolino in soggiorno. Alcuni depliant pubblicitari, una cartolina inviata da un'amica che era in vacanza nel nord Europa e una busta bianca affrancata con la scritta X MARIOLINA SPAGGESI e l'indirizzo scritti in caratteri maiuscoli. Non sapeva chi fosse il mittente, perché evidentemente non aveva voluto farlo sapere o perché magari si sarebbe fatto riconoscere in qualche modo all'interno della busta stessa, oppure per qualche altro motivo che Mariolina ignorava. Appoggiò la tazza di caffellatte sul tavolino e aprì la busta, incuriosita da quello che sarebbe potuto essere il contenuto. Per quanto era leggera e, in generale, in apparenza, sembrava che non contenesse nulla. In realtà c'era qualcosa all'interno, e precisamente un biglietto da visita. Il testo citava: MASSIMO TROVAIOLI Direttore Marketing Tecno Italia S.r.l. In calce al biglietto da visita c'erano un contatto telefonico aziendale, un cellulare, presumibilmente aziendale, e un indirizzo email personale. Con le mani tremanti, a Mariolina cadde la busta sul pavimento e il biglietto svolazzò per un attimo, prima di appoggiarsi a terra. Rilesse una seconda volta tutto quanto, dopodiché dovette sedersi per cercare di capire che cosa stesse provando.
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