IL MESSICANO Nessuno conosceva la sua storia, quelli della Junta meno di tutti. Egli era il loro “piccolo mistero”, il loro “grande patriota”, e alla sua maniera lavorava per la prossima Rivoluzione Messicana con lo stesso loro ardore. Avevano tardato a riconoscerlo, perché a nessuno della Junta piaceva. Il primo giorno ch'egli penetrò nei lorb affollati uffici pieni di lavoro, lo sospettarono tutti una spia, uno dei tanti strumenti pagati da Diaz per servizio segreto. Troppi compagni suoi erano in prigioni civili e militari sparse per tutti gli Stati Uniti, ed altri in ferri, erano, anche allora, trasportati oltre la frontiera per essere poi allineati contro un muro e fucilati. Al primo aspetto, il ragazzo non aveva fatto loro una impressione favorevole. Era un ragazzo di non più di dic

