7 Wulfgar mi passò accanto, accucciandosi vicino al camino per far rivivere la legna. Continuava a tenere la schiena verso di me, le sue spalle larghe tese, come in attesa di un altro attacco. Quando si alzò, pulendosi le mani, io mi azzardai a chiedere, «Mi stai lasciando?» «No. Non verrai più lasciata sola.» «Puoi fidarti di me…» Lui non rispose. Invece, prese un pezzo di pane e un pezzo di carne, e andò verso la porta. «Buonanotte, Muriel. Se hai bisogno di me, sarò fuori dalla porta.» «Per favore, vieni a letto…», lo implorai invece. «Per favore, stringimi.» «No, piccolina. Non posso permettermelo.» «È a causa di quello che ho fatto?» «No», soffiò. D’un tratto, mi sembrò completamente sconfitto. «È perché… perché hai paura di farmi del male?» Lui non rispose. «È vero, allora

