«Ah, ma che dite, che dite? No, non può essere!» E sul volto di Sònja apparve una smorfia di atroce spavento. «Come, non può essere?» Proseguì Raskòlnikov con un freddo sorriso. «Non siete mica assicurata contro queste cose... Che ne sarà di loro? Finiranno tutti sulla strada, lei tossirà e chiederà l'elemosina, e picchierà la testa contro qualche muro, come oggi, e i bambini piangeranno... E poi cadrà a terra, la porteranno al commissariato, all'ospedale, morirà, e i bambini...» «Oh, no!... Dio non lo permetterà!» Sbottò finalmente Sònja. Lo ascoltava, con un'espressione supplichevole e con le mani giunte in una muta preghiera, come se tutto dipendesse da lui. Raskòlnikov si alzò e cominciò ad andare su e giù per la stanza. Passò circa un minuto. Sònja stava in piedi, a capo chino e co

