Capitolo II-2

3157 Parole

«La colpa di tutto ce l'ha quell'uccellaccio. Voi capite a chi alludo? A lei, a lei!» E Katerìna Ivànovna indicava con la testa la padrona di casa. «Guardatela lì: ha sgranato gli occhi, capisce che parliamo di lei, ma non può sentire, e ci tiene gli occhi addosso. Puah, che brutta civetta! Ah, ah, ah! ... Ch-ch-ch! E che cosa pensa di dimostrare con quella sua cuffia? Ch-ch-ch! L'avete notato? Vorrebbe far credere a tutti che mi protegge, e che mi ha fatto un onore venendo qui. Io l'avevo pregata, ritenendola una donna dabbene, di invitare della gente come si deve, e precisamente i conoscenti del defunto, mentre guardate un po' chi ha fatto venire: dei veri buffoni! Dei sudicioni! Guardate quello con la faccia sporca: una specie di moccio ambulante! E quei polacchi della malora... Ah, a

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