Quanto a te, vattene! Se no finisce che vengo a dare io stesso un'occhiata in casa tua... e allora starai fresca! Capito?» Luìza Ivànovna cominciò a sprofondarsi in riverenze da tutte le parti, con precipitosa amabilità, e sempre inchinandosi indietreggiò fino alla porta; ma sulla soglia andò a sbattere il sedere contro un ufficiale dall'aria prestante, dal viso fresco e aperto e dalle splendide, foltissime fedine bionde. Era Nikodìm Fòmiè in persona, il commissario del quartiere. Luìza Ivànovna s'affrettò a inchinarsi fino a terra e volò fuori dall'ufficio a rapidi passettini, quasi saltellando. «Di nuovo tuoni e fulmini, cicloni e uragani!» Disse Nikodìm Fòmiè in tono gentile e amichevole, rivolgendosi a Iljà Petròviè. «Di nuovo vi siete sfrenato, di nuovo vi siete scalmanato! Vi si se

