Capitolo V Era un signore non più giovane, di bella presenza, dall'aria manierata, circospetta e schizzinosa, che esordì col fermarsi sulla soglia, guardandosi attorno con palese e offensiva meraviglia come se si stesse domandando: «Dove sono mai andato a finire?» Sospettosamente, e perfino con una certa affettazione di spavento e quasi di sdegno, egli esaminava la «cabina» di Raskòlnikov, stretta e bassa. Con la medesima meraviglia fissò poi gli occhi sullo stesso Raskòlnikov, svestito, scarmigliato, non lavato, disteso immobile sul suo sordido, sudicio divano, e intento a sua volta ad osservarlo. Poi, con la stessa lentezza, girò lo sguardo sulla figura scomposta; dal volto non rasato e dai capelli arruffati, di Razumìchin, che a sua volta lo fissava dritto negli occhi, senza muoversi d

