Cerco di tenermi in equilibrio sui tacchi e contemporaneamente di non rovesciare il drink troppo pieno nel mio bicchiere, mentre Clarissa sgambetta davanti a me per raggiungere i divanetti a lato della pista da ballo. «I tuoi piani per svagarmi mi procureranno dei calli ai piedi» Mi lamento, soffrendo in quelle scarpe scomodissime, sperando che sentendomi la bionda rallenti il passo e si decida ad aspettarmi. «Amore mio questo non è per te, ma per me. Con tutte le cazzate che stai facendo avrò bisogno di alcool nel corpo per sopportare i tuoi pianti» Mi sbeffeggia, e se chiudo gli occhi mi viene ancora in mente la ramanzina che mi ha fatto dopo che le ho raccontato anche di Jacopo. È come una madre che deve gestire una figlia adolescente poco equilibrata che fa una cazzata dopo l'altr

