CAPITOLO QUATTORDICI Grizz Nell’istante in cui entro in casa mia, l’orso si calma. Jordy sta aspettando al tavolo, vestita da giorno con una gonna e una camicetta che abbraccia la curva dei suoi seni. Si alza in piedi, il volto composto. “Volpacchiotta.” “Grizz.” Sta in piedi accanto alla sedia e mi guarda. “Stai bene?” “Adesso sì.” Allargo le braccia. Diverse emozioni si susseguono sul suo volto – preoccupazione, sollievo, piacere – e infine smette di pensare e corre da me. Appena il suo peso colpisce il mio corpo, il suo odore mi entra impetuoso nelle narici e mi sento a casa. La sollevo tra le braccia, stringendola a me. Non stavo correndo a casa perché Jordy poteva essere preoccupata. Stavo correndo a casa perché avevo bisogno di vederla. E avevo bisogno di sapere che stava ben

