Roberto Mistretta Vengo anch’ioChe quel sabato di fine giugno fosse cominciato storto, Bonanno ne aveva avuto sentore appena messo piede sul pavimento, quando, ancora sonnecchiante, invece di infilare la pantofola, aveva trovato la sponda del letto e aveva visto accendersi le stelle. Poi, mentre si sbarbava, ancora arraggiato, il pollicione pulsante e dolente, con gesto maldestro aveva decapitato un piccolo porro e, per finire in bellezza, s’era pure scottato la mano col vapore della caffettiera. Era uscito di casa sacramentando, con la voglia di fare a pezzi tutti gli anelli di Saturno. Da quando il gigantesco pianeta era entrato nel suo segno astrale, era bersagliato da influssi nefasti e l’oroscopo non mancava di ricordarglielo un giorno sì e l’altro pure. Da una settimana la solita

