Diverse ore più tardi, Destin stava stringendo la sbarra accanto al sedile dello shuttle e cercando di ignorare il sogghigno di Trig. Stava seriamente contemplando l’idea di ficcargli il tacco dello stivale in bocca, ma al momento i suoi piedi erano troppo saldamente piantati sul pavimento di metallo. Avrebbe dovuto attendere che fossero sulla nave. Se su quest’ultima c’era una palestra, avrebbe dato a quel bastardo sogghignante pane per i suoi denti. “Non voli spesso, eh?” chiese Trig al di sopra del rumore dei motori. “Sì, beh, non nello spazio almeno,” rispose Destin a denti stretti. “Mi piace volare, ma non nello spazio.” “Quelli del tuo pianeta non viaggiano nello spazio?” chiese Trig. Destin guardò l’altro uomo e scosse la testa. “Sì, ma non così. Beh, più o meno,” cercò di spieg

