Luigi - «Sei un coglione»Quando sono sceso in strada, ho avuto la sensazione che mi stesse osservando dalla finestra; ho alzato lo sguardo per cercarla ma la tenda sottile, che scherma il vetro, mi ha impedito di capire se vi fosse o meno. Sono passato da casa a prendere qualche capo di abbigliamento e sono partito per Torino: sentivo il bisogno pressante di vedere mio zio e di parlare con lui. Ho viaggiato per oltre quattro ore sotto un sole estivo caldo e soffocante su un’autostrada praticamente vuota. Verso l’ora di pranzo mi sono fermato in un autogrill per mangiare qualcosa: eravamo pochissimi avventori quel giorno a servirsi della tavola calda; gli addetti lavoravano a ritmi quasi rallentati e scherzavano tra loro. Mi sono sorpreso di come un essere umano riesca, comunque, a trovare

