All’altro capo della sala, dove K. venne condotto, su una pedana bassissima, anch’essa gremita di gente, c’era un tavolino disposto per traverso dietro al quale, vicino al bordo della pedana, sedeva un uomo piccolo, grasso e ansimante, che stava discorrendo, fra grandi risate, con uno in piedi dietro di lui - questo aveva appoggiato il gomito allo schienale della seggiola e incrociato le gambe. Ogni tanto agitava il braccio in aria, come se facesse la caricatura di qualcuno. Il ragazzo che guidava K. trovò difficoltà a fare il suo annuncio. Già due volte, alzandosi sulla punta dei piedi, aveva tentato di raggiungere il suo scopo, ma non era stato notato dall’uomo là sopra. Solo quando uno di quelli che stavano sul podio ebbe richiamato l’attenzione sul ragazzo, l’uomo si volse verso di lui

