I PRIGIONIERI E SARCON Larael, Nael, Rajana e Ristan, non avrebbero saputo dire quanti giorni erano trascorsi da quando erano stati messi in quella cella. Nella prima almeno il freddo era meno pungente e l’umidità più sopportabile. Alle guardie che li avevano presi avevano chiesto dove li stavano portando, ma non ottennero risposte. Furono trattati come animali, vennero legati e bendati per poi essere scaraventati in quella stanza. Per giorni non si fece vivo nessuno, nemmeno l’uomo vestito di nero, solo dal quarto giorno quotidianamente, una guardia portò del cibo e delle candele. Si sentivano stanchi, affamati, infreddoliti e bisognosi di un buon bagno caldo. Con il tempo, la rabbia e la disperazione per la terribile sorte, aveva lasciato il posto ad un profondo senso di sfinimento e

