Ripetizioni

3607 Parole
Questa mattina, dopo gli avvenimenti del giorno precedente, entriamo in classe con ben cinque minuti di anticipo e, per fortuna, il professore di biologia non è ancora arrivato. Io e Clhoe ci sediamo ai rispettivi posti e, una volta sistemate le mie cose sul banco, i miei occhi si spostano immediatamente verso la finestra ed inizio a contemplare il cortile ormai deserto. Intanto, piano piano, il sole inizia ad alzarsi sempre più nel cielo, ed il cielo si fa sempre più limpido ed azzurro. Rotolare giù dal letto, questa mattina, è stato davvero faticoso ed ancora adesso le mie palpebre pesano come dei macigni e minacciano di chiudersi da un momento all’altro. Se penso a tutte le ore di lezione che ci attendono oggi, mi viene solo voglia di scappare, chiudermi in camera, sigillare le imposte e rannicchiarmi sotto le coperte. Non so di preciso a che ora alla fine io sia crollata questa notte, ma sono piuttosto convinta che fossero le tre passate. Ho assolutamente bisogno di dormire. -Hey, come ti chiami?- mi domanda qualcuno all'improvviso alla mia destra, facendomi sobbalzare per la sorpresa e spostare lo sguardo dalla finestra al ragazzo che, non so di preciso quando, è apparso accanto al mio banco. Lo guardo imbambolata, è il nuovo arrivato. Un misto di emozioni mi invade e, dopo gli eventi di questa notte, non si tratta solo della mia solita ansia generata dal dover parlare con qualcuno che non conosco, ma anche di una profonda irritazione dovuta all’epiteto poco carino da lui usato e dalle sue maniere sgarbate. -Oi, sto parlando con te.- aggiunge inclinando leggermente la testa di lato con un’espressione perplessa stampata in volto:-Cosa c’è, la mia bellezza è forse così disarmante da lasciarti senza parole?- mi domanda allora lui cercando probabilmente di fare lo spiritoso mentre sulle sue labbra fa capolino un sorrisetto arrogante. -Amy.- rispondo alla fine irritata dopo alcuni istanti di esitazione. E senza aggiungere altro, lo fisso cercando di rimanere il più inespressiva possibile nella speranza che colga l’antifona e comprenda che non ho voglia di parlare, soprattutto non con lui. -Noto che ti sei alzata con il piede sbagliato.- sottolinea lui ridacchiando:-Comunque, anche se immagino tu sappia già chi sono, non mi sono ancora presentato come si deve. Io sono Steve e sono arrivato in questo fantastico posto questo weekend.- continua lui roteando gli occhi e con tono sarcastico:-Per riprendere il discorso di questa notte, vorrei rammentarti che ora tu sei complice mia e dei miei amici, e passeremmo tutti dei bei guai se tu parli ad anima viva di quello che hai visto, guai perfettamente evitabili, giusto? Basta limitarsi a badare agli affari propri, è semplice, no?- dice tranquillo lui facendomi l’occhiolino per poi andarsi ad accomodare. Io lo guardo allontanarsi e l’unica cosa che riesco a pensare è che ha davvero una gran faccia di bronzo. Considerando che non ho nemmeno minacciato di andare a riferire ai docenti quanto avvenuto ieri sera, avrebbe anche potuto semplicemente chiedermi con gentilezza di stare in silenzio, anziché cercare di intimidirmi con la minaccia velata che anch’io, ormai, sono sulla loro stessa barca. È davvero irritante quel ragazzo, pensa di potermi comandare a bacchetta? Solo perché non reagisco non significa che sono ai suoi ordini. All'improvviso, anche se me lo sarei dovuta aspettare, Clhoe, che probabilmente ha osservato tutta la scena attentamente, mi si avvicina con gli occhi sbarrati e la bocca spalancata. -Ma che diavolo ho appena visto...?- domanda sorpresa guardando prima me e poi il ragazzo che mi ha appena rivolto la parola, alla fine mi lancia un’occhiata complice ed aggiunge:-Vedo che facciamo le rubacuori oggi! Devo forse ingelosirmi? Vorrei ricordarti che io vengo prima di tutti! -Non sono una “rubacuori”- sbuffo io:-Fosse stato per me non ci saremmo nemmeno parlati, soprattutto con il carattere che ha e dopo quello che mi ha detto...- ed all’improvviso mi interrompo, rendendomi conto che mi sto per lasciar sfuggire quanto accaduto questa notte. -Lascia perdere, è fastidioso. Anche se è la mia migliore amica e mi fido ciecamente di lei, per qualche strana ragione non ho intenzione di dirle ció che è successo con Steve, almeno non per ora, sento come la necessità di tenerlo per me. Inoltre, conoscendola, per i prossimi mesi, non farebbe altro che rinfacciarmi come io, tanto ligia e diligente, abbia infranto il regolamento. -E quindi? Hai visto com’è carino? E poi che fisico... ma, soprattutto, che posteriore!- esclama lei facendomi subito arrossire quando noto alcune teste girarsi verso di noi. -Abbassa la voce.- sibilo guardandola male, al che lei risponde ruotando gli occhi al cielo. -Comunque, a cosa ti riferivi? Che cosa ti ha detto? Dimmelo se devo prenderlo a calci nelle palle.- aggiunge poi scrutandomi con i suoi occhi verdi e curiosi. Grandioso, ora non riuscirò a sbarazzarmi tanto facilmente di lei... -Niente, tranquilla, lascia stare. È il mio istinto a suggerirmi che non ha un bel carattere. Lei mi osserva per alcuni attimi con aria interrogativa, poi apre la bocca per replicare, ma, fortunatamente, arriva in mio soccorso il professore che fa il suo ingresso in aula e lei è subito costretta a correre al suo posto. Almeno per il momento mi sono risparmiata una miriade di domande che mi avrebbero provocato soltanto un gran mal di testa, soprattutto dopo le poche ore di sonno di questa notte. Tuttavia, temo che non lascerà perdere il discorso e che, quando meno me lo aspetto, tornerà all’attacco e mi farà un interrogatorio degno del migliore degli investigatori. Durante la lezione, purtroppo, la mia mente non riesce a star dietro alle parole del professore, non perché l’argomento sia troppo complesso, quanto piuttosto perché ho un chiodo fisso che continua a distrarmi, Steve. Ed il fatto di pensare a lui e di non riuscire a controllare la direzione delle mie riflessioni mi secca parecchio. Non capisco davvero cosa mi stia succedendo, di solito non presto attenzione a chi ho intorno e riesco a non farmi distrarre da nessuno, eppure ora non riesco ad impedire ai miei occhi di lanciare rapide occhiate al ragazzo che, seduto vicino a Clhoe, sfoglia svogliatamente il libro di biologia. Quando finalmente inizia l'intervallo, come da consuetudine, mi chiudo in bagno, ma dopo un paio di minuti Clhoe mi viene a chiamare, cosa che solitamente non fa visto che è sempre impegnata a parlare con tutti i suoi innumerevoli amici. Non so come riesca ad essere così socievole, ma ogni volta che non è con me è sempre circondata da un folto gruppo di amici. Ammetto che nei momenti di maggior sconforto, quando improvvisamente mi sento sola, la invidio, invidio la sua capacità di interagire con gli altri e la semplicità con cui riesce a stringere amicizia. Tuttavia mi rendo subito conto che, se fossi al suo posto, mi sentirei soffocare, non fa per me stare in mezzo alla gente, semplicemente non ci riesco. -Che c'è?- le domando fingendomi curiosa e sperando che non sia qui per riprendere il discorso di prima. -Amy,- inizia lei seria e studiando attentamente il mio volto per captare il minimo mutamento di espressione:-sei davvero sicura di non dovermi raccontare niente?- mi domanda con aria sospettosa. Ecco, lo sapevo che non avrebbe mollato l’osso. -Si, perché...?- rispondo cercando di apparire indifferente, come se non stessi nascondendo niente alla mia migliore amica. Lei inarca le sopracciglia, poco convinta, poi aggiunge:-Non me la racconti giusta, guarda che ti ho vista durante le lezioni, non stavi praticamente ascoltando una parola di quello che dicevano i professori. E, non credere che non lo abbia notato, continuavi a guardare nella mia direzione, anche se sono piuttosto convinta che non stessi guardando me, bensì un certo ragazzo alto e castano seduto accanto a me. Alle sue parole e al suo tono canzonatorio, non posso fare a meno che avvampare, direi coplita ed affondata. Malauguratamente, Clhoe, su queste cose è incredibilmente attenta, è come un’aquila a cui non sfugge assolutamente niente. -Comunque,- riprende prima che possa iniziare inutilmente a negare:-c'é quello nuovo, Steve, che da quando è suonata la campanella ti sta cercando per parlarti... Poi mi racconti che è successo, e voglio i dettagli, perché io so che tu mi stai nascondendo qualcosa.- termina appoggiando la mano sinistra sul fianco e puntandomi l’indice della mano destra a pochi centimetri dal naso. -Ah.- rispondo, non sapendo che altro dire. Steve mi sta cercando? Che altro ha bisogno di dirmi? Credevo che ormai non avessimo più niente di cui parlare, alla fine lui è stato piuttosto chiaro ed io non ho niente da dire considerando che sono appena riuscita a dirgli il mio nome. -Ah?- mi fa il verso la castana aggrottando la fronte. -Ah ah.- -Potresti gentilmente comunicare come una persona senziente?- mi domanda esasperata sollevando gli occhi al cielo con il suo solito fare melodrammatico. -Pensavo che ormai ti fossi abituata al mio linguaggio.- ribatto io ridendo. -Pfff, sì, la lingua di Amy. Dai, su, vieni a sentire che vuole quello da te. Sono curiosa, voglio saperlo!- esclama avviandosi verso la porta. -No. Se ti interessa così tanto, vai pure a chiederglielo, ma io non ne voglio sapere assolutamente niente- rispondo categorica. Non voglio parlarci, non voglio sentirmi ancora umiliata perché mi chiama svampita o sentirmi in soggezione di fronte alla sua arroganza. Lei, tenace e testarda come poche altre persone a questo mondo, mi afferra un polso e mi trascina fuori dal bagno, letteralmente di peso. Inutile dire che ogni mio tentativo di opposizione è inutile. -Clhoe, ma che fai?! Lasciami andare!!- sbotto io cercando di liberarmi il polso. -Voglio sapere cosa vuole quello da te. Sono curiosa! Secondo il mio radar, vuole provarci con te.- risponde continuando a trascinarmi in mezzo alla folla di studenti che continuano a schiamazzare indisturbati. -Sembra uno che ha successo con le ragazze, quindi dovrai fare molta attenzione, ma direi che uno come lui vale decisamente il rischio di scottarsi! E tu devi uscire dal tuo mondo e smetterla di sbavare per persone che non esistono, non puoi sempre e solo innamorarti dei personaggi dei libri che leggi! -Nooo, Clhoe ti pregoooooo.- la supplico io cercando di divincolarmi, ma la sua presa è incredibilmente d'acciaio. Quando si mette in testa qualcosa niente e nessuno le fa cambiare idea o riesce a fermarla. -Ti assicuro che non vuole provarci con me e se ti fermi e mi ascolti ti spiego anche il perché!- insisto io, ma anche questo mio tentativo è un clamoroso buco nell’acqua. Dopo poco arriviamo davanti all'aula di musica e lì vedo Steve appoggiato con la schiena a muro. "Eccola qui! Ebbene, cosa vuoi da lei?- domanda allora Clhoe con un sorrisetto stampato sulle labbra. Lui si avvicina, guardandomi divertito, mentre io rimando dietro la mia amica, che in questo momento vedo più come uno scudo. Steve ignora totalmente la presenza della castana e si rivolge direttamente a me, guardandomi fisso negli occhi:-In realtà, volevo chiederti un favore, ho sentito che sei una tipa molto sveglia, a discapito di quel che pensavo. Ed io ho due amici che sono due somari, quindi ho pensato che potresti far copiare loro i tuoi compiti, sarebbe davvero gentile da parte tua. Potresti anche aiutarli con lo studio, magari imparano qualcosa. Grandioso, temo che non sarà così facile sbarazzarmi di lui. L’ho visto per la prima volta poco più di ventiquattr’ore fa e non faccio altro che incontrarlo, perché non mi ignora come fanno tutti? Alla fine sono quella strana che non parla con nessuno, perché diamine insiste a parlarmi? -Che cosa? Scherzi, vero?- sbotta Clhoe prima che io possa fare qualunque cosa e sento la sua presa sul mio polso serrarsi:-Questo è davvero il modo peggiore per approcciare una ragazza, sei forse scemo? -Non sto parlando con te.- ribatte Steve infastidito lanciandole un'occhiataccia. -Senti, anzitutto non fare tanto lo spaccone, eh? E poi, i compiti ve li fate da soli, non ti hanno insegnato che non è carino approfittarsi delle persone?- sbuffa Clhoe inacidita. -Oh, andiamo, te la stai prendendo per niente. E poi, questo è un buon modo per stringere nuove amicizie e lei- dice lui, indicandomi:-non mi sembra avere molti amici. Volevo solo essere carino e socievole.- Poi, rivolgendosi questa volta a me, domanda:-Allora? Che te ne pare, non ho ancora sentito la tua opinione. Anzi, finora l’unica cosa che ho sentito da te è stato solo il tuo nome questa mattina. Di fronte alla sua insistenza non posso fare a meno che guardarlo male, non ho la benché minima voglia di farmi sfruttare in questo modo. Voleva solo essere gentile e socievole? Gli sembro così tonta, davvero? E poi, chi gli dà il diritto di giudicarmi in fatto di amicizie? Se preferisco la solitudine sono solo affari miei, non deve allargare la mia cerchia di amicizie, per quanto mi riguarda mi basta Clhoe che, se devo essere onesta, vale per dieci. In questo momento, nonostante di solito io sia una persona calma e contenuta, sento il forte impulso riempirlo di insulti molto coloriti, ma, come al solito, non riesco ad aprire bocca ed alla fine mi limito a scuotere la testa. Lui sorride, stupendomi. In tutta onestà temevo che avrebbe insistito e che mi avrebbe reso difficile il liberarmi di lui, invece... -Chiedertelo era solo per cortesia, non hai alternative, non ti sbarazzerai tanto facilmente di me.- replica ridacchiando:-Dicono tutti che sei davvero una intelligente, sarebbe un peccato non sfruttare a pieno le tue potenzialità. Ti farò sapere dove e quando. Ciò detto, mi fa l’occhiolino prima di voltarsi ed allontanarsi senza nemmeno aspettare una mia risposta. Ma come si permette? Io non sono obbligata a fare un accidenti, non devo obbedirgli come un cagnolino fedele, ha davvero superato il limite. Supero Clhoe, la quale sta scuotendo la testa incredula ed infastidita, e lo inseguo. Questa volta non me ne starò zitta e buona, questo ragazzo mi sta irritando come nessuno prima. -Steve! Aspetta!- gli urlo io cercando di attirare la sua attenzione, cosa che mi riesce dato che lo vedo fermarsi pochi metri davanti a me. -Oh, ma allora parli! Ti giuro che facevo davvero fatica a ricordarmi il suono della tua voce!- esclama voltandosi verso di me con un sorrisetto di scherno. -Io non farò i compiti ai tuoi amici! Io non ho intenzione di aiutare nessuno di voi, mi rifiuto di farmi coinvolgere nei vostri problemi!- esclamo io piuttosto alterata, poi aggiungo con un tono più basso:-Ti assicuro che non parlerò di questa notte a nessuno, quindi d’ora in poi lasciami in pace e, se potessimo far finta di non conoscerci, sarebbe davvero grandioso. Lui sorride lievemente:-Sarà divertente, saranno anche due pecoroni, ma i miei amici sono dei tipi simpatici, altrimenti non sarei uscito con loro ieri notte. -No, non se ne parla! Ma mi ascolti quando parlo?- sbotto io e lui alza le spalle noncurante per poi andarsene via come se non avessi detto niente. Che nervi! Non capisco davvero, che cosa ho fatto di male per ritrovarmi in classe un ragazzo così appiccicoso, testardo ed arrogante? Dopo l’intervallo le lezioni sono continuate normalmente. Inizialmente mi ero decisa ad affrontare Steve al termine dell’ultima ora, ma quando si è avvicinato il momento tutto il mio coraggio è svanito in pochi attimi ed alla fine ho optato per andarmene in camera mia, lantana da tutti ed al sicuro. All'improvviso, a metà della mia sessione di studio pomeridiano, qualcuno bussa. Interrompo la lettura della pagina alzando gli occhi al cielo e sbuffo:-Clhoe è aperto! Potresti smetterla di dimenticarti le chiavi? Inizialmente non sento alcun rumore e non succede nulla, finché poi qualcuno non apre finalmente la porta ed io mi rendo conto che purtroppo non è Clhoe, ma quelli sulla soglia sono due ragazzi che, almeno per il momento, non riconosco. I due mi sorridono e si avvicinano, entrambi con movimenti impacciati ed incerti. Uno è alto, ha i capelli color rame e gli occhi color nocciola, è magro, ha un colorito pallido che potrebbe competere con il mio, ed una marea di lentiggini è sparsa per tutto il suo viso. L'altro invece è più basso di me, non di tano, al più cinque centimetri direi, ha i capelli corti e biondi e gli occhi di un azzurro piuttosto chiaro. Al contrario del suo amico, lui ha le braccia ed il viso abbronzati e sembra uno di quei ragazzi vanitosi e palestrati. -Chi... chi siete?- domando io sorpresa ed incerta. Che ci fanno due ragazzi nella stanza mia e di Clhoe? Magari la stanno cercando... Anche se in fondo temo di sapere perché sono qui. -Clhoe non c'è, mi spiace.- aggiungo incrociando le dita nella speranza che se ne vadano. -A dir la verità stiamo cercando una certa Amelia... sei tu, vero?- mi domanda il ragazzo biondo facendo un passo avanti e sorridendomi calorosamente. Io mi limito per alcuni attimi ad osservarli in silenzio, poi annuisco. -Perfetto! Steve ci ha detto che ci avresti aiutato con i compiti e che ci avresti anche fatto delle ripetizioni!- replica il ragazzo dai capelli ramati, anche lui con un sorriso a trentadue denti. Grandioso... Ora i miei timori sono diventati una certezza, quello stronzo ha fatto di testa sua e mi ha mandato i suoi amici! Non ci posso credere! -Ragazzi, io non ho mai detto che vi avrei aiutato... Steve ha fatto tutto per conto suo, mi dispiace...- dico abbassando la testa e sperando che almeno loro, a differenza del loro amico, siano ragionevoli e capiscano di doversene andare fuori dalla mia stanza. All'improvviso entrambi, ognuno posandomi una mano sulla spalla, mi costringono a voltarmi completamente verso di loro, ormai, dei sorrisi di poco fa non c’è nessuna traccia, hanno entrambi un’espressione di supplica stampata in volto. -Dai, abbiamo davvero dei pessimi voti, per favore... Amelia, te la cavi molto meglio di noi... ti promettiamo che faremo i bravi e che non ti ruberemo tutto il tempo. Ascolteremo ogni tua parola e verremo soltanto quando potrai!- dice quello dai capelli ramati sfoggiando il suo migliore sguardo da cane bastonato. -Assolutamente!- conferma il ragazzo biondo con fare solenne:-Ma ti supplico, sei la nostra speranza! Li guardo, colta in contropiede, conoscendo Steve mi sarei aspettata che i suoi amici fossero come lui, ciononostante con la loro insistenza mi hanno messo nella posizione in cui mi sentirei crudele a rifiutarmi di aiutarli e, alla fine, non riesco a far altro che a cedere:-E va bene... -Fantastico! Grazie, grazie, grazie! Io sono Robert e lui è quello più stupido tra i due!" dice il biondo sorridendo ed indicando con il pollice il suo amico che fa una smorfia infastidita e solleva gli occhi al cielo esasperato. -Lui è un'idiota, lascialo perdere. Io sono Will.- si presenta sorridendo il rosso. -Direi che il mio nome lo conoscete già.- taglio corto io. -Dove ve la cavate peggio?- domando poi allontanandomi un po’, leggermente in imbarazzo e a disagio. -Fisica, biologia, chimica, matematica...- inizia Will sedendosi sul mio letto con noncuranza e tenendo il conto delle materie con le dita. -... inglese, latino e storia, mi sembra basta.- termina Robert sedendosi invece sul letto di Clhoe. Io spalanco la bocca incredula, credo che avrebbero fatto prima a dirmi in quali materie non hanno problemi. -State scherzando, vero? Sono praticamente tutte! -Beh, mancherebbe geografia, ma per quella esiste il navigatore, no? Ah, e per educazione fisica direi... Interrompo subito Will con un gesto della mano:-Iniziamo subito, prima partiamo e prima finiamo. Ed ogni quanto dovremo studiare insieme? -Mh... verremo qui da te... non saprei, martedì, giovedì e sabato dopo le tre?- mi domanda Robert speranzoso. Fantastico, li avrò intorno tre giorni alla settimana per un periodo indefinito... Tuttavia, considerando come sono messi, forse tre pomeriggi sono persino pochi, purtroppo.... Sospiro, maledicendo Steve ed il momento il cui l’ho incontrato. Tanto, alla fine, non ho di meglio da fare, la mia vita sociale fa schifo, quindi mi limito ad annuire. Resto però ancora arrabbiata con Steve. Come si è permesso quello di prendere una decisione che riguardava me senza chiedermelo? Mi ha praticamente incastrata in questa situazione e, personalmente, avrei fatto volentieri a meno di avere questi due intorno. -Da cosa volete iniziare?- domando osservandoli e sistemandomi sulla sedia della mia scrivania. Loro si guardano a vicenda e poi mi osservano alzando le spalle. -Ho capito, non sapete da dove partire... matematica?- domando io. -Okay... Prima la più temibile.- sbuffa Will mentre il suo compare inizia ad estrarre il materiale dallo zaino che ha abbandonato per terra. Chiudo il libro di biologia, direi che per ora non potrò andare avanti a studiare, e recupero invece i miei appunti di matematica:-Che argomenti sapete già?- -Mhh... Il quadrato di un binomio è sempre positivo?- risponde Robert in difficoltà. -Non stiamo facendo tipo qualcosa sui limiti notevoli...?- domanda Will incerto:-In realtà non ho ben capito che argomenti abbiamo visto dall’inizio del semestre. Io li guardo spalancando la bocca, stanno scherzando, vero? Non hanno bisogno di semplici ripetizioni, qua è necessario riprendere tutto da zero. -In realtà,- dico senza riuscire a mascherare la mia disperazione:-al momento stiamo finendo le derivate. Comunque sia, direi di riprendere dall’inizio. -Non credere che siamo dei totali somari, se ci applichiamo qualcosa riusciamo a combinare, garantito. Comunque, a titolo informativo, matematica è la materia che dà più problemi a Robert, mentre per me vale è fisica, con tutti quei numeri e problemi che non sa risolversi da sola mi fa venire gli incubi. Ma nelle altre materie siamo rimasti solo un pochino indietro, abbiamo solo bisogno di una spintarella.- aggiunge subito Will, cercando di rassicurarmi e fallendo miseramente. Vedrò col tempo come se la cavano effettivamente con le altre materie.
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