27 Nikolai Mi siedo al tavolino rotondo nel mio ufficio, e Chloe si siede davanti a me, guardandomi con quei begli occhi castani diffidenti. Le sue mani si intrecciano sul tavolo, mentre aspetta che io inizi la conversazione, e lascio che il momento si prolunghi, godendomi il suo nervosismo. Stare sdraiato accanto a lei sul minuscolo letto di Slava è stata una tortura; se non fosse stato per mio figlio, non sarei stato in grado di controllarmi. Mi è ancora difficile starle accanto, sentire il suo calore e respirare il suo profumo dolce e frizzante. Devo fare appello a tutto il mio autocontrollo per non allungare la mano e afferrarla qui e ora, distendendola proprio su questo tavolo. Con sforzo, mi trattengo. È troppo presto, soprattutto perché partirò tra mezz’ora e non tornerò per dive

