Pier Emilio Castoldi Memorie di Adriano, gatto soriano È più di un anno che sei mio ospite. Dal giorno in cui Mercedes ha suonato alla porta con me dentro una scatola da scarpe, supplicando: “Ti prego, dobbiamo prenderci cura di questa piiiiiccola creatura. Spese veterinarie a carico tuo”. Già dopo la sverminatura avevi pensato di soffocarmi. Da allora ne ho imparate di cose. Per esempio so fare le fusa, girarti tra i piedi per farti inciampare e gonfiare la coda come uno scovolo per le bottiglie. Un mago nell’estrarre gli artigli quando serve, ma altrettanto nel ritrarli quando è l’ora dei massaggi alla tua trippa. Un gatto così educato da usare la lettiera anche quando non cambi la sabbia da un mese, mangiare la porcheria in scatola che mi rifili, e farmi le unghie sul tiragraffi, evi

