Marco Di Tillo Sciâ Rêuza Continuava a camminare sul marciapiede, la Lilla al guinzaglio, il mare sulla sinistra. C’era un vento freddo che spirava da nord, venti metri al secondo, così aveva detto il bollettino dei naviganti alla radio. E a lui questi venti metri gli mettevano i brividi. E se fossero diventati cinquanta oppure sessanta? Pensò per un momento alla sua povera Lilla sollevata di peso e catapultata chissà dove e poi immaginò anche se stesso volare disinvolto sopra le nuvole, come Domenico Modugno nel blu dipinto di blu. Tornava indietro da Quinto, come tutte le sere, anche se stavolta si era fermato più del solito dietro al civico 3 di via Gianelli, nel posto dove la leggenda narra che vadano a nascondersi i poeti. Naturalmente non c’aveva trovato alcun poeta lì dietro, ma

