VIII. Il pettirosso che le indicò la viaMary rimase a lungo a fissare la chiave rigirandosela in mano e pensando al da farsi. Come ho già detto, non era una bambina abituata a chiedere permesso o a consultare i grandi per fare quello che voleva. Ora, il suo pensiero fisso era questo: se la chiave che teneva in mano era quella del giardino misterioso e lei ne avesse trovato la porta, allora avrebbe potuto aprirla ed entrarvi, scoprendo che cosa c’era oltre gli alti muri e cos’era successo agli antichi roseti. Era rimasto chiuso per così tanto tempo che la sua curiosità di vederlo era enorme. Sicuramente era un luogo diverso da tutti gli altri e sicuramente in dieci anni doveva essere successo qualcosa di strano. Inoltre, pensava che se le fosse piaciuto, avrebbe potuto rinchiudersi tutti i

