Quarantatre

1036 Parole

Ho imparato a vivere i giorni in maniera diversa. Non ci sono più il lunedì, il martedì e il mercoledì. Ci sono la mattina, il pomeriggio, la sera e la notte. La mattina mi sveglio accanto a Damiano, e passo minuti interi a guardare il suo volto mentre dorme, cercando di imprimere nella mia memoria la maggiore quantità di dettagli possibili. Le labbra serrate e le sopracciglia appena corrugate che stonano con il viso rilassato, gli zigomi pronunciati e i capelli ribelli che gli scivolano sulla fronte. Il petto nudo anche con due gradi, le coperte sempre abbassate come a voler allontanare qualsiasi segno di debolezza anche nel momento in cui abbassa le difese. I suoi tatuaggi che ormai conosco in ogni minima sfumatura, e ancora le braccia forti che mi circondano costantemente. Poi, qu

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