14.

1690 Parole

14 Seduta dietro la scrivania del suo ufficio, Elena Macchi mescolava lo zucchero nel bicchierino di plastica, mentre l’aroma del ginseng le solleticava le narici. Aveva addosso una stanchezza indicibile da qualche giorno. Rilassò la testa contro lo schienale della poltrona imbottita e si portò la bevanda alle labbra, sorseggiandola adagio per gustarne appieno il sapore. Fissava con aria assorta la cartellina posata sul ripiano in noce contenente la relazione e le fotografie del patologo relative al primo omicidio: niente di nuovo rispetto a quanto le era stato relazionato per telefono. Aveva letto e riletto ogni singola riga, passato in rassegna più volte le immagini. Era come fissarsi sul gioco della “Settimana Enigmistica” trova le differenze, quando da bambina si divertiva a individua

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