2.

721 Parole
2 Via Borghi era praticamente deserta a quell’ora, di sera. Fabiola Zocchi stava rientrando da una cena a casa di amici a bordo della sua Smart nera. Aveva appena superato il Bel Sit, l’Hotel famoso per i numerosi eventi che ospitava, e il Ristorante Shangai, quando svoltò a sinistra, imboccando via Beut. La percorse per un tratto in discesa, finché raggiunse il lussuoso condominio di Comerio nel quale abitava. La notte era fredda. In cielo nemmeno una stella. Le previsioni davano neve per la nottata. Le luci della città si riflettevano sull’acqua nera del lago. Fabiola diede uno sguardo al panorama, mentre attendeva che il cancello automatico si aprisse al segnale del telecomando. Le era sempre piaciuta quella casa. Dal suo appartamento all’ultimo piano godeva di una vista spettacolare. La adorava d’estate, quando era piacevole cenare sulla terrazza dell’attico alla brezza che proveniva dal lago, e la adorava in inverno, quando sedeva sulla poltrona del salotto, rivolta verso la finestra, il bicchiere di brandy in mano, il calore del caminetto in cui scoppiettavano i ciocchi ardenti della legna raccolta nei boschi. Erano le 23:05 e Fabiola aveva appena chiuso una telefonata, lasciando nuovamente spazio alla musica che proveniva da Radio Italia. Battisti cantava Emozioni. La donna scostò una ciocca dei capelli nero corvino dalla fronte e la portò dietro l’orecchio, poi si abbandonò contro il poggiatesta e chiuse gli occhi, per meglio assaporare le parole di quel capolavoro. ...Domandarsi perché quando cade la tristezza in fondo al cuore come la neve non fa rumore e guidare come un pazzo a fari spenti nella notte per vedere se poi è tanto difficile morire E stringere le mani per fermare qualcosa che e' dentro me ma nella mente tua non c'è... Per un attimo l’angoscia che da tempo si era impossessata di lei, si dissolse. Si sentì attraversare da un brivido. Che artista era stato quell’uomo! Canzoni uniche, le sue. Riaprì gli occhi. Sul parabrezza cominciavano a comparire i primi timidi fiocchi. Cadevano aghiformi sul vetro, frantumandosi in schegge argentate. Troppo freddo per una neve morbida e compatta. La luce arancione del lampeggiante sopra il cancello la avvertì dell’avvenuta apertura. Lanciò un ultimo sguardo al paesaggio e imboccò la rampa in discesa verso i garage. Prima di scendere, attese che Battisti terminasse di cantare. Il brano successivo era un pezzo di Noemi. Sono solo parole riempì l’abitacolo della Smart. Fabiola alzò il volume. ...E ora penso che il tempo che ho passato con te Ha cambiato per sempre ogni parte di me Tu sei stanco di tutto e io non so cosa dire Non troviamo il motivo neanche per litigare Siamo troppo distanti distanti tra noi Ma le sento un po’ mie le paure che hai Vorrei stringerti forte e dirti che non è niente Posso solo ripeterti ancora Sono solo parole... Muoveva le labbra a tempo, simulando un playback. Le piaceva immaginare di essere lei a cantare quella melodia. La conosceva a memoria. Era uno dei suoi pezzi preferiti. Le era piaciuta da subito, dalla prima volta in cui l’aveva sentita a Sanremo. Se la sentiva addosso. Quelle parole le facevano tornare alla mente il rapporto con l’ex marito. Provò una punta inaspettata di tristezza. Come aveva potuto lasciare che accadesse? Da quel momento tutto era cambiato. Erano comunque rimasti in rapporti amichevoli, cosa piuttosto insolita per una coppia alle prese con un divorzio, specialmente quando nella causa di separazione c’erano di mezzo i soldi. E nel loro caso si trattava di tanto denaro, non certo di una sommetta. Fabiola stava cercando di capire come era stato possibile. Forse per come andavano le cose tra di loro? Lui sempre preso dal suo lavoro, aveva cominciato a trascurarla e lei aveva inevitabilmente cominciato a guardarsi attorno, in cerca di attenzioni maschili. In fondo era una donna ancora giovane e bella. Vorrei stringerti forte e dirti che non è niente... Come aveva potuto essere stata così stupida? Se avesse potuto, avrebbe voluto davvero poterlo stringere ancora forte e tornare indietro negli anni, a quando erano una coppia serena, perché da un po’ di tempo quella cosa la turbava profondamente. Sulle ultime note della canzone, spense la radio e scese dalla Smart con la chiave del garage in mano. Aveva appena aperto la serranda, quando avvertì un rumore di passi avvicinarsi alle sue spalle. Il rumore la distolse da quei cupi pensieri. Si voltò e sorrise alla figura che avanzava verso di lei.
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