Salgo in sella alla mia moto e inizio a guidare verso la periferia della città, questa volta più tranquilla. Il sole colpisce il mio corpo, ma la brezza del vento dalla velocità attenua un po' il caldo. Quando arrivo alla villa di mio padre, nascosta nel sottobosco, davanti a me si aprono due alti cancelli neri che mi permettono di entrare nell'immenso giardino pieno di siepi tagliate in forme diverse e circondato da piccole auto che non ho nemmeno vuoi sapere quanto. ti saranno costati. Parcheggio la bici e scendo. Sulla porta d'ingresso mi accolgono due donne vestite da serve che sono accanto ad alcune figure di pietra a forma di cani pericolosi, un po' arrossendo nel vedermi senza camicia. Non rispondo e non esito molto prima di entrare e salire le grandi scale di velluto rosso che po

