— Be’, adesso placati, amore – le dico. – Indicami l’autorimessa e facciamo la pace. La seguo dall’altro lato della casa e vedo una rimessa di mattoni, a circa venti metri dalla casa. Ci rechiamo là e lei apre la porta. Dentro scorgo un’auto. Apro lo sportello e ritiro la chiave. Poi le ordino di salire nella vettura. Esita un istante, ma grazie a una spintarella, si convince a prendere posto sul sedile. E siccome impreca contro di me, le do un bel bacio sulla bocca di rosa e poi le raccomando: —— Adesso resta lí, buona buona. Aspettami finché ritorno. Chiudo lo sportello e me la batto. Trovo la chiave dell’autorimessa appesa ad un chiodo, e chiudo la porta. Poi torno dentro a casa. Vado di sopra, entro nella stanza di soggiorno avendo cura di lasciare la porta socchiusa, in modo che un

